Breve Storia della Scozia

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La Scozia risulta essere stata popolata fin dall’epoca preistorica. Nel primo millennio a.c. giunsero in questo territorio gli Scoti, da cui il nome delle regione, i Piti e i Celti (500 a.c. circa) denominati poi Bretoni.
Già nel 843 si assiste alla nascita di una realtà politico-sociale che vede l’unione del regno degli Scoti e dei Piti, ma la storia della Scozia verrà segnata da innumerevoli battaglie e scontri tra gruppi etnici e politici. In particolare la storia scozzese è un susseguirsi di alleanze e contrasti con il vicino regno inglese.

La prima “battaglia di indipendenza” vede come protagonista il leggendario eroe William Wallace che sconfisse gli inglesi nel 1297 per poi essere sconfitto l’anno seguente. L’episodio, reso celebre dal film di Mel Gibson “Braveheart” (USA 1995), portò nel 1320 alla firma della prima Dichiarazione di Indipendenza della Scozia nei confronti dell’Inghilterra, che la ratificò nel 1328 con il Trattato di Northampton.

L’accordo non segnò, però, la fine dei conflitti interni ed esterni alla Scozia che precipitò ben presto in una crisi di successione da cui risultò vincitrice la dinastia Stuart. Gli Stuart, nonostante la vittoria iniziale, risultarono inadatti al governo della regione scozzese. La situazione fu aggravata da una serie di accordi matrimoniali con la Francia favoriti dalla comune professione della religione cattolica e dal contrasto con l’Inghilterra anglicana.

Una delle pagine piú note della storia dell’alleanza tra Scozia e Francia riguarda Maria Stuarda. Destinata ad essere regina di Francia, alla morte del consorte, fu, suo malgrado, fatta tornare in Scozia, da dove era partita giovanissima, per porre una sovrana cattolica a contrasto con l’ascesa di Elisabetta I. Incapace di governare adeguatamente le Highlands, e soprattutto di comprendere le psicologie e le necessità dei suoi sudditi, Maria Stuarda incappò in una serie di disastri diplomatici, tra cui proporsi come legittima sovrana al posto di Elisabetta e per poi chiedere asilo alla stessa Regina d’Inghilterra nel 1568 per sfuggire agli stessi lord scozzesi. Maria Stuarda fu decapitata in territorio inglese nel 1587 per ordine della regina. Un ordine su cui ancora esistono molti misteri.

Paradossalmente fu proprio il figlio di Maria Stuart, Giacomo VI, che alla morte di Elisabetta I (la regina Vergine), avvenuta nel 1603, riunì sotto una sola corona i due regni di Scozia ed Inghilterra con il nome di Giacomo VI di Scozia e Giacomo I d’Inghilterra. L’unione dei due paesi sotto un unico sovrano non significò, però, automaticamente l’unione politica dei due Paesi, come testimonia la “doppia numerazione” dei sovrani Stuart (Giacomo VI di Scozia e Giacomo I d’Inghilterra, Giacomo VII e II ecc) che proseguì per almeno un secolo. È del 1707 il Trattato d’Unione (Act of Union), al quale seguirono ancora episodi di ribellione, con il quale la Scozia perse la sua indipendenza e vide la fine dell’esistenza del suo parlamento.
Secondo tale accordo nel parlamento inglese sarebbero stati presenti delegati della Scozia a rappresentarla.

Ormai parte del Regno Unito, la Scozia ne seguì le vicende, durante tutta l’epoca moderna, fino alla svolta del 1997 quando un referendum popolare sancì la ricostituzione del Parlamento scozzese come organo autonomo dal Parlamento di Londra e preposto alle decisioni locali.

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